Accensione riscaldamento zone climatiche: Calendario Completo 2026

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Le regole sull’accensione riscaldamento zone climatiche stabiliscono quando si possono accendere i termosifoni e per quante ore al giorno, in base al clima del comune in cui si vive. In questa guida trovi il calendario completo dalla zona A alla F, le deroghe che i Comuni possono concedere, il modo più rapido per scoprire la tua zona e i controlli da fare prima di riaccendere l’impianto.

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Come funziona il calendario del riscaldamento

In Italia non esiste una data unica valida per tutti. Il territorio è diviso in sei zone climatiche, indicate con le lettere dalla A alla F: la A comprende le località più calde, la F quelle più fredde. A ogni zona corrispondono un periodo dell’anno in cui il riscaldamento può restare acceso e un numero massimo di ore al giorno.

La classificazione dei comuni risale al DPR 412/1993, mentre le regole di esercizio oggi in uso sono fissate dal DPR 74/2013, il regolamento che disciplina conduzione, controllo e manutenzione degli impianti termici. Il testo aggiornato è consultabile su Normattiva, la banca dati pubblica delle leggi italiane.

Il criterio che decide la zona sono i gradi giorno: un indice che somma, giorno per giorno durante la stagione fredda, la differenza tra 20 °C interni e la temperatura media esterna. Più il valore è alto, più il clima è rigido e più lungo è il periodo in cui il riscaldamento serve davvero.

Le regole sull’accensione riscaldamento zone climatiche sono quindi una cornice nazionale: fissano il quadro generale, ma il Sindaco può modificarlo con un’ordinanza quando il meteo lo richiede. Per questo, oltre alla tabella, conviene controllare il sito del proprio Comune a inizio stagione e di nuovo verso la fine, quando arrivano le eventuali proroghe.

Accensione riscaldamento zone climatiche: date e ore dalla A alla F

Questo è il calendario ordinario previsto dall’articolo 4 del DPR 74/2013, che resta il riferimento anche per la stagione 2026-2027 salvo ordinanze locali. Le date sono comprese: “dal 15 ottobre” significa che il 15 ottobre si può già accendere.

ZonaGradi giornoPeriodo consentitoOre massime al giorno
Afino a 6001 dicembre – 15 marzo6
B601 – 9001 dicembre – 31 marzo8
C901 – 1.40015 novembre – 31 marzo10
D1.401 – 2.1001 novembre – 15 aprile12
E2.101 – 3.00015 ottobre – 15 aprile14
Foltre 3.000nessuna limitazionenessuna limitazione

Qualche esempio per orientarsi

  • Zona A: pochissimi comuni, come Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle.
  • Zona B: buona parte della Sicilia costiera, ad esempio Palermo, Catania e Messina, oltre a Reggio Calabria.
  • Zona C: città come Napoli, Bari, Cagliari e molte località costiere del Sud.
  • Zona D: Roma, Firenze, Genova e gran parte del Centro Italia.
  • Zona E: la maggior parte del Nord, tra cui Milano, Torino, Bologna e Venezia.
  • Zona F: comuni di montagna e alcune città molto fredde, come Belluno e Cuneo.

Gli esempi servono solo a farsi un’idea. Due paesi vicini possono trovarsi in zone diverse per via dell’altitudine: un comune di fondovalle può essere in zona E e quello sul versante più alto in zona F. La verifica va sempre fatta sul singolo comune, come spiegato più avanti.

Ore giornaliere, fascia 5-23 e temperature massime

Le ore indicate in tabella sono un tetto massimo, non un obbligo. Possono essere distribuite liberamente nell’arco della giornata, anche in più accensioni, ma devono cadere all’interno della fascia oraria tra le 5 e le 23. Fa eccezione la zona F, dove non ci sono limiti di orario.

Un esempio concreto per la zona E: puoi programmare il cronotermostato dalle 6 alle 9, dalle 12 alle 14 e dalle 17 alle 23. Sono 11 ore in totale, sotto il limite di 14, e tutte dentro la fascia consentita.

Esempi di programmazione per zona

La tabella propone una possibile suddivisione delle ore per una famiglia che esce al mattino e rientra nel pomeriggio. Sono solo esempi: adatta le fasce alle tue abitudini, all’isolamento della casa e al tipo di impianto.

ZonaOre massimeEsempio di fasceOre usate
A66-8 e 18-226
B86-8 e 17-238
C106-9 e 16-2310
D126-9, 12-14 e 16-2312
E145-9, 12-14 e 15-2314

Con un impianto a pavimento o una pompa di calore a bassa temperatura conviene di solito lavorare con fasce più lunghe e una temperatura costante, perché questi sistemi reagiscono lentamente. In quel caso il limite giornaliero va rispettato lo stesso, ma la distribuzione ideale è diversa da quella di un impianto a radiatori.

Quanto può essere caldo in casa

Oltre ai tempi, il DPR 74/2013 fissa anche la temperatura massima negli ambienti riscaldati, intesa come media ponderata dei locali di ogni unità immobiliare:

  • 20 °C con 2 °C di tolleranza per abitazioni, uffici, scuole e la maggior parte degli edifici;
  • 18 °C con 2 °C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili.

Per l’inverno 2022-2023 un decreto ministeriale aveva ridotto di un grado le temperature e di un’ora la durata giornaliera, accorciando anche di 15 giorni il periodo di accensione. Quella misura era temporanea: oggi il riferimento è il calendario ordinario, salvo ordinanze del tuo Comune che prevedano limiti diversi.

Il decreto esclude da alcuni di questi limiti gli edifici con esigenze particolari, come ospedali e case di cura, scuole materne e asili nido, piscine e saune. Se pensi di rientrare in un’eccezione, verifica il testo dell’articolo 4 o chiedi all’amministratore o al tuo manutentore.

Come trovare la zona climatica del tuo comune

Prima di applicare il calendario devi sapere con certezza in quale zona si trova il tuo comune. Bastano pochi minuti, e le fonti utili sono quasi sempre a portata di mano.

  1. Cerca sul sito del Comune: molti pubblicano la zona climatica e i gradi giorno nella pagina dedicata all’ambiente o nelle ordinanze sul riscaldamento.
  2. Controlla l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) della tua casa, se ce l’hai: riporta la zona climatica e i gradi giorno del comune.
  3. Consulta la documentazione dell’impianto: progetto, relazione tecnica o note del manutentore contengono spesso i dati climatici della località.
  4. Usa la tabella dei comuni allegata al DPR 412/1993 e ai suoi aggiornamenti, che elenca ogni comune con i relativi gradi giorno.
  5. Chiedi all’amministratore se abiti in condominio: conosce zona e regole applicate all’impianto centralizzato.

Una volta trovato il valore dei gradi giorno, confrontalo con la tabella del calendario. Se il numero è vicino a una soglia, ad esempio 2.090 o 2.110, non arrotondare: fa fede la classificazione ufficiale del comune.

Può capitare che in rete circolino dati diversi per lo stesso comune, magari presi da elenchi non aggiornati. In caso di dubbio dai la precedenza a quanto indicato dal Comune stesso, che è anche l’ente che firma le eventuali ordinanze.

Deroghe comunali e accensione fuori periodo

Il calendario nazionale non è rigido. Esistono due strumenti che permettono di accendere prima, spegnere dopo o allungare le ore.

1. L’ordinanza del Sindaco

L’articolo 5 del DPR 74/2013 consente al Sindaco di ampliare o ridurre con un’ordinanza sia il periodo annuale sia la durata giornaliera, quando ci sono comprovate esigenze: un autunno particolarmente freddo, una primavera che tarda, ondate di gelo. Le ordinanze possono anche restringere i limiti, per esempio per motivi di qualità dell’aria.

Le ordinanze vengono pubblicate sull’albo pretorio online e, di solito, nelle notizie del sito comunale. Spesso indicano condizioni precise, come un numero ridotto di ore rispetto al regime pieno o un periodo di validità limitato a poche settimane.

2. Accensione per condizioni climatiche particolari

Anche senza ordinanza, l’articolo 4 ammette l’accensione fuori dal periodo ordinario se le condizioni climatiche la giustificano, ma per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita a pieno regime. In zona D, ad esempio, una giornata fredda di fine ottobre permette al massimo 6 ore, sempre tra le 5 e le 23.

SituazioneCosa puoi fareDove verificare
Freddo anomalo prima della data di inizioAccendere per metà delle ore ordinarieDPR 74/2013, art. 4
Il Comune ha anticipato o prorogato la stagioneSeguire date e ore dell’ordinanzaAlbo pretorio del Comune
Il Comune ha ridotto ore o periodoRispettare i limiti più restrittiviOrdinanza comunale
Condominio con regole interneRispettare legge e delibera assembleareAmministratore

In sintesi, per l’accensione riscaldamento zone climatiche la regola pratica è questa: tabella nazionale come base, ordinanza del Comune come aggiornamento. Se le due fonti dicono cose diverse, vale l’ordinanza locale in vigore per il periodo indicato.

Riscaldamento autonomo e centralizzato: cosa cambia

I limiti di periodo, ore e temperatura valgono sia per chi ha la caldaia autonoma sia per chi vive in un condominio con impianto centralizzato. Cambia però chi deve rispettarli.

  • Impianto autonomo: il responsabile è chi occupa l’abitazione, proprietario o inquilino. Sei tu a programmare il termostato nel rispetto delle regole.
  • Impianto centralizzato: il responsabile è l’amministratore, o un terzo responsabile da lui incaricato. L’assemblea decide gli orari all’interno dei limiti di legge e può anche fissarne di più stretti.
  • Centralizzato con valvole termostatiche: ogni appartamento regola la temperatura dei propri radiatori, ma l’accensione generale dipende comunque dalla centrale termica.

Nei condomini con contabilizzazione del calore, chiudere le valvole riduce la quota a consumo, ma non azzera le spese: resta la quota fissa legata alla gestione dell’impianto comune. Tenere qualche stanza più fresca resta comunque un modo efficace per spendere meno senza toccare gli orari decisi dall’assemblea.

Se in condominio fa troppo freddo o troppo caldo rispetto ai limiti, la strada corretta è segnalarlo all’amministratore. Non intervenire mai di persona su centrale termica, valvole generali o regolazioni comuni.

Checklist pre-accensione: i controlli che puoi fare da solo

Conoscere il calendario dell’accensione riscaldamento zone climatiche è solo metà del lavoro. L’altra metà è arrivare al primo giorno freddo con un impianto pronto. Ecco cosa puoi fare in sicurezza, senza attrezzi particolari e senza toccare parti interne della caldaia.

  1. Controlla il libretto di impianto: verifica la data dell’ultima manutenzione e del controllo di efficienza energetica. Se sono scaduti, prenota il tecnico prima del freddo, quando le agende si riempiono.
  2. Leggi il manometro della caldaia: a impianto freddo la pressione è di solito tra 1 e 1,5 bar, ma il valore corretto è quello indicato nel manuale del tuo modello. Se è bassa, segui le istruzioni del produttore per il rabbocco o chiedi al manutentore.
  3. Libera la zona attorno alla caldaia: niente detersivi, stracci, scatoloni o stendini davanti alla caldaia o alle griglie di aerazione.
  4. Verifica le aperture di ventilazione nei locali con apparecchi a gas a camera aperta: non devono mai essere chiuse o coperte.
  5. Controlla il cronotermostato: sostituisci le pile se necessario, aggiorna data e ora e imposta fasce coerenti con le ore della tua zona.
  6. Sfiata i termosifoni che restano freddi in alto: è un’operazione semplice, spiegata passo per passo nella guida su come sfiatare i termosifoni senza sporcare. Dopo lo sfiato ricontrolla la pressione.
  7. Libera i radiatori da mobili, tende pesanti e copritermosifoni chiusi che trattengono il calore.
  8. Fai una prova qualche giorno prima del bisogno, nei limiti consentiti, per scoprire eventuali anomalie con calma.

La prova di accensione è il momento giusto per ascoltare l’impianto: un radiatore che si scalda solo in basso, un gorgoglio nei tubi o una pressione che cala nelle ore successive sono segnali da annotare e riferire al manutentore, senza smontare nulla.

Se hai tubazioni in cantina, in garage o all’esterno, approfitta di questo momento anche per isolarle: trovi le soluzioni più semplici nella guida su come proteggere i tubi dal gelo.

Quando chiamare il tecnico e come spendere meno

Alcuni segnali richiedono l’intervento di un tecnico abilitato ai sensi del DM 37/2008, senza tentativi fai da te. Tutto ciò che riguarda gas, combustione, fumi, scarichi, circuiti frigoriferi delle pompe di calore e collegamenti elettrici della caldaia non è materia per il proprietario.

  • Odore di gas: non accendere luci né usare interruttori o fiamme, apri le finestre, chiudi il rubinetto del gas al contatore se lo raggiungi in sicurezza, esci e chiama da fuori il pronto intervento del distributore indicato in bolletta. In caso di pericolo chiama il 112.
  • Fiamma gialla o fuliggine attorno alla caldaia, macchie scure sul muro o sul condotto fumi.
  • Blocchi ripetuti o codici di errore che ricompaiono dopo il riarmo.
  • Pressione che scende di continuo anche dopo il rabbocco: può indicare una perdita.
  • Rumori anomali, colpi o fischi forti all’accensione.
  • Manutenzione o controllo di efficienza scaduti, secondo le scadenze indicate dal manutentore nel libretto.

È consigliabile installare un rilevatore di monossido di carbonio certificato nei locali con apparecchi a combustione: è un aiuto in più, che non sostituisce la manutenzione periodica.

Stare caldi rispettando i limiti

Le ore massime non sono un obiettivo da raggiungere. Una casa ben regolata spesso sta bene con molte meno ore, soprattutto nelle zone C e D. Qualche abitudine che aiuta:

  • imposta 19-20 °C nelle zone giorno e qualche grado in meno in camera da letto;
  • usa le valvole termostatiche per non scaldare stanze vuote;
  • arieggia per 5-10 minuti con finestre spalancate, invece di lasciarle a ribalta per ore;
  • abbassa le tapparelle e chiudi le tende la sera per ridurre le dispersioni.

Per un piano completo, con priorità e interventi a basso costo, leggi la nostra guida su come risparmiare sul riscaldamento. Con la zona verificata, l’impianto controllato e il termostato programmato sulle ore giuste, l’accensione riscaldamento zone climatiche diventa una formalità e le bollette restano più prevedibili.

Domande frequenti

Cosa succede se accendo il riscaldamento prima della data prevista?

Il DPR 74/2013 permette di accendere fuori periodo solo se le condizioni climatiche lo giustificano e per non più della metà delle ore ordinarie. Se il Comune ha emesso un’ordinanza di anticipo, valgono le sue date e i suoi orari. Superare questi limiti significa non rispettare la norma: per eventuali sanzioni fai riferimento alla normativa vigente e al tuo Comune.

Le regole per l’accensione riscaldamento zone climatiche valgono anche per stufe e pompe di calore?

I limiti riguardano gli impianti termici per la climatizzazione invernale degli edifici, quindi in generale anche le pompe di calore usate per riscaldare. Per apparecchi singoli, come stufe o climatizzatori, conviene verificare il testo del DPR 74/2013 e l’ordinanza del proprio Comune.

Le ore massime vanno usate tutte di seguito?

No. Le ore indicate per la tua zona sono un tetto giornaliero e possono essere frazionate in più accensioni, purché tutte comprese tra le 5 e le 23 (in zona F non ci sono limiti). Un cronotermostato con più fasce orarie rende facile rispettare il limite e scaldare solo quando serve.

Dove trovo l’ordinanza del mio Comune sul riscaldamento?

Le ordinanze vengono pubblicate sull’albo pretorio online del Comune e spesso anche nella sezione notizie del sito istituzionale. Cerca parole come “ordinanza riscaldamento” o “impianti termici”. Se abiti in condominio, l’amministratore è tenuto a conoscerle e ad applicarle.

TE
Team Impianti Chiari

Il Team Impianti Chiari scrive guide pratiche e sicure su caldaie, termosifoni, climatizzatori e idraulica domestica. Contenuti informativi: per interventi su gas ed elettricità rivolgersi sempre a un tecnico abilitato.