Per risparmiare sul riscaldamento non serve rinunciare al comfort: basta far lavorare bene l’impianto che hai già e poi decidere con calma se e dove investire. In questa guida trovi 15 consigli messi nell’ordine in cui li metterebbe un installatore: prima i gesti gratuiti, poi i piccoli acquisti, infine gli interventi più impegnativi. Per ognuno indichiamo chi può farlo e dove serve per forza un tecnico abilitato.
Indice

Da dove partire: la logica dell’installatore
Molte guide mettono sullo stesso piano il cambio di tariffa, la stagnola dietro il termosifone e la caldaia nuova. Chi lavora sugli impianti ragiona in un altro modo: prima si eliminano gli sprechi che non costano nulla, poi si migliora la regolazione, e solo alla fine si spendono soldi veri. Cambiare caldaia senza aver sistemato orari e temperature significa comprare un impianto efficiente e usarlo male.
La tabella riassume i 15 consigli divisi per costo e impatto. L’impatto è una stima qualitativa: dipende da com’è costruita la casa, da quanto è isolata e da come la usi oggi. Una villetta degli anni Settanta senza cappotto e un appartamento recente in classe B rispondono in modo molto diverso allo stesso intervento.
| # | Consiglio | Costo | Impatto | Chi lo fa |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Tenere 19-20 °C in casa | Zero | Alto | Tu |
| 2 | Programmare orari e abbassare la notte | Zero | Alto | Tu |
| 3 | Liberare i radiatori da tende e mobili | Zero | Medio | Tu |
| 4 | Arieggiare pochi minuti, a finestre spalancate | Zero | Medio | Tu |
| 5 | Chiudere tapparelle e tende la sera | Zero | Medio | Tu |
| 6 | Rispettare orari e periodo della tua zona | Zero | Medio | Tu |
| 7 | Abbassare la temperatura di mandata | Zero | Alto (con caldaia a condensazione) | Tu, se il manuale lo prevede, o il tecnico |
| 8 | Sfiatare i radiatori e controllare la pressione | Zero | Medio | Tu |
| 9 | Valvole termostatiche | Basso-medio | Alto | Tecnico |
| 10 | Cronotermostato o sonda esterna | Basso-medio | Alto | Tecnico |
| 11 | Pannelli riflettenti dietro i radiatori | Basso | Basso-medio | Tu |
| 12 | Guarnizioni e paraspifferi | Basso | Medio | Tu |
| 13 | Manutenzione periodica della caldaia | Medio | Medio-alto | Tecnico abilitato |
| 14 | Sostituire il generatore di calore | Alto | Alto | Tecnico abilitato |
| 15 | Isolare involucro e infissi | Alto | Molto alto | Progettista e impresa |
Una regola vale per tutta la guida: se il consiglio riguarda gas, fumi, combustione o impianto elettrico, non è un lavoro fai da te. Nella tabella lo trovi segnato come compito del tecnico abilitato, e più avanti spieghiamo perché il confine è così netto.
Risparmiare sul riscaldamento a costo zero: 6 abitudini
Sono i consigli meno spettacolari, ma spesso quelli che pesano di più in bolletta. Non richiedono acquisti né chiamate al tecnico, solo un po’ di attenzione nelle prime settimane della stagione, finché le nuove abitudini diventano automatiche.
1. Tenere la casa a 19-20 °C
Il DPR 74/2013 fissa per le abitazioni un limite di 20 °C come media ponderata delle temperature negli ambienti riscaldati, con 2 °C di tolleranza. Secondo ENEA 19 °C bastano per un buon comfort, e ogni grado in meno può far risparmiare indicativamente tra il 5 e il 10% di combustibile. Se oggi tieni 22 °C, scendere a 20 °C è il primo modo concreto per risparmiare sul riscaldamento.
Conviene scendere di un grado alla volta, lasciando qualche giorno di adattamento. Il limite non riguarda la singola stanza: puoi tenere il bagno un po’ più caldo e le camere un po’ più fresche, purché la media resti nei valori di legge.
2. Programmare gli orari e abbassare di notte
Lasciare l’impianto acceso giorno e notte alla stessa temperatura è uno spreco. Meglio impostare fasce orarie: comfort quando sei in casa, temperatura ridotta (per esempio 16-17 °C) di notte e quando sei fuori. Evita però di spegnere tutto per giorni in una casa poco isolata: le pareti si raffreddano e per riportarle in temperatura l’impianto deve lavorare a lungo.
3. Liberare i radiatori
Tende lunghe, copritermosifoni chiusi, divani appoggiati e panni stesi bloccano la circolazione dell’aria calda. Il radiatore scalda, ma il calore resta intrappolato o finisce sul muro. Lascia qualche centimetro libero davanti e sopra ogni corpo scaldante; se usi uno stendino, tienilo vicino al radiatore ma non sopra.
4. Arieggiare poco e bene
Il ricambio d’aria serve, anche contro condensa e muffa. Il modo giusto è aprire completamente le finestre per pochi minuti, chiudendo la valvola del radiatore in quella stanza. Le finestre a vasistas lasciate socchiuse per ore raffreddano muri e mobili senza cambiare davvero l’aria. Un piccolo termoigrometro aiuta a capire quando arieggiare: ENEA indica come riferimento un’umidità tra il 40 e il 70%.
5. Chiudere tapparelle e tende la sera
Di notte il vetro è il punto più freddo della stanza. Abbassare tapparelle o persiane e tirare tende pesanti crea uno strato d’aria in più che riduce le dispersioni. Di giorno, al contrario, apri tutto sui lati esposti al sole: è calore che entra senza costare nulla.
6. Rispettare periodo e orari della tua zona
L’Italia è divisa in zone climatiche dalla A alla F, ognuna con un periodo di accensione e un numero massimo di ore giornaliere; regioni e comuni possono modificare il calendario con proprie ordinanze. Trovi date e ore aggiornate nella nostra guida su quando si accende il riscaldamento nelle diverse zone climatiche. Rispettare questi limiti è un obbligo, ma è anche un buon promemoria per non accendere troppo presto.
Regolare caldaia e radiatori senza attrezzi
Queste due regolazioni si fanno dal pannello della caldaia o con la chiavetta dei radiatori. Non si tocca nulla del circuito gas né dello scarico fumi, e non si apre il mantello della caldaia: se qualcosa non ti è chiaro, chiedi al manutentore durante la prossima visita.
7. Abbassare la temperatura di mandata
La temperatura di mandata è quella dell’acqua che esce dalla caldaia verso i radiatori. Molti impianti restano al massimo per abitudine. Con una caldaia a condensazione è uno spreco: il recupero di calore dai fumi funziona bene solo quando l’acqua torna in caldaia abbastanza fredda. ENEA ricorda che adattare la mandata alla temperatura esterna, con la regolazione climatica, può ridurre i consumi in modo significativo.
Il metodo pratico è scendere di qualche grado alla volta dal pannello e verificare per un paio di giorni che le stanze arrivino comunque alla temperatura voluta. Se una stanza resta fredda, risali di poco. Valori di partenza e procedura passo per passo sono nella guida sulla temperatura di mandata della caldaia a condensazione.
8. Sfiatare i radiatori e controllare la pressione
Un radiatore caldo sotto e freddo sopra di solito ha aria all’interno. Se scalda solo a metà, la caldaia deve lavorare più a lungo per portare la stanza in temperatura. Lo sfiato è una delle poche operazioni che il proprietario può fare da solo, con prudenza:
- Spegni il riscaldamento e aspetta che i radiatori siano tiepidi.
- Metti un panno e un bicchiere sotto la valvolina di sfiato, in alto su un lato del radiatore.
- Apri la valvolina di un quarto di giro con l’apposita chiavetta o un cacciavite.
- Quando esce acqua senza bolle, richiudi senza stringere troppo.
- Controlla il manometro della caldaia: a impianto freddo il valore indicato da molti costruttori è intorno a 1-1,5 bar, ma fa fede il manuale d’istruzioni del tuo modello.
- Se la pressione è scesa, ripristinala solo se il manuale spiega come farlo; se cala di continuo, chiama il tecnico perché può esserci una perdita.
Piccoli acquisti che si ripagano in fretta
Dopo abitudini e regolazioni, il passo successivo è dare all’impianto strumenti per regolarsi da solo. Le fasce di costo in tabella sono puramente indicative: variano molto in base a modello, numero di radiatori e complessità dell’installazione, quindi chiedi sempre un preventivo scritto.
9. Valvole termostatiche
Le valvole termostatiche chiudono il flusso d’acqua calda quando la stanza ha raggiunto la temperatura impostata. Così la camera esposta a sud non si surriscalda mentre il bagno a nord resta freddo. Nei condomini con riscaldamento centralizzato sono obbligatorie, insieme alla contabilizzazione del calore, salvo i casi di impossibilità tecnica previsti dal D.Lgs. 102/2014.
La manopola riporta numeri o simboli, non gradi: ogni posizione corrisponde a una temperatura indicativa che cambia da marca a marca. Per capire come impostarle leggi la guida su cosa significano i numeri delle valvole termostatiche. La sostituzione del corpo valvola richiede di intervenire sul circuito idraulico, quindi è un lavoro da idraulico.
10. Cronotermostato e sonda esterna
Un cronotermostato programmabile permette di impostare fasce diverse per ogni giorno della settimana, e i modelli connessi consentono di abbassare la temperatura dallo smartphone se rientri tardi. La sonda esterna, collegata alla caldaia, regola da sola la mandata in base al freddo fuori. Entrambi richiedono collegamenti elettrici alla caldaia: falli installare da un tecnico.
11. Pannelli riflettenti dietro i radiatori
Sui radiatori montati su muri perimetrali, specie se sotto finestra o in nicchie sottili, un pannello isolante riflettente limita il calore che si disperde nella parete. Costa poco e si posa senza smontare nulla. Su pareti interne, che confinano con altre stanze riscaldate, serve a poco.
12. Guarnizioni e paraspifferi
Passa una mano lungo finestre e porta d’ingresso in una giornata ventosa: se senti aria, lì perdi calore. Guarnizioni adesive, paraspifferi e l’isolamento dei cassonetti delle tapparelle sono lavori semplici. Attenzione solo a non sigillare le aperture di ventilazione obbligatorie nei locali con apparecchi a gas a camera aperta: quelle non vanno mai chiuse.
| Acquisto | Fascia di costo indicativa | Installazione |
|---|---|---|
| Valvole termostatiche | Medio-bassa, per radiatore | Tecnico (va sostituito il corpo valvola) |
| Cronotermostato programmabile | Bassa-media | Tecnico se collegato alla caldaia |
| Sonda esterna | Bassa | Tecnico, va abilitata in caldaia |
| Pannelli riflettenti | Bassa | Fai da te |
| Guarnizioni e paraspifferi | Molto bassa | Fai da te |
Manutenzione e libretto: risparmio e sicurezza insieme
13. Manutenzione periodica della caldaia
Una caldaia con scambiatore incrostato o bruciatore sporco consuma di più per dare lo stesso calore. La manutenzione va fatta con la frequenza indicata dall’installatore o dal costruttore, e a scadenze stabilite va eseguito anche il controllo di efficienza energetica, con l’analisi dei fumi. Le regole sono quelle del DPR 74/2013, integrate dalle norme regionali.
Tutti questi interventi vanno annotati nel libretto di impianto, che deve restare disponibile per i controlli. Chi trascura la manutenzione rischia sanzioni: importi e modalità di controllo dipendono dalla normativa nazionale e da quella della tua regione, quindi verifica le regole locali.
Qui il confine è netto. Pulizia del bruciatore, analisi della combustione, verifica dello scarico fumi e interventi sul circuito gas spettano solo a un’impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008. Il proprietario può e deve fare controlli semplici:
- leggere ogni tanto la pressione sul manometro;
- controllare che non ci siano gocce o macchie sotto la caldaia;
- verificare che le griglie di aerazione del locale siano libere;
- annotare i codici di errore ricorrenti da riferire al tecnico;
- segnarsi la data dell’ultima manutenzione e prenotare quella successiva prima dell’inverno.
Se senti odore di gas non accendere luci, interruttori o fiamme, apri le finestre, chiudi il rubinetto del gas al contatore se è raggiungibile in sicurezza, esci di casa e da fuori chiama il pronto intervento del distributore gas o i Vigili del Fuoco al 115 (o al 112 dove attivo).
Interventi più impegnativi: quando ha senso valutarli
Questi due consigli offrono il risparmio potenziale più alto, ma anche la spesa più alta. Ha senso valutarli quando hai già fatto tutto il resto, o quando la caldaia va comunque sostituita perché vecchia o guasta.
14. Sostituire il generatore di calore
Se hai una caldaia tradizionale di molti anni, o una che si guasta spesso, la sostituzione può valere la spesa. Le alternative principali sono la caldaia a condensazione, la pompa di calore e il sistema ibrido che le combina. Quale convenga dipende dall’isolamento della casa, dal tipo di terminali (radiatori o pannelli a pavimento) e dalla zona climatica.
Una pompa di calore rende al meglio con temperature di mandata basse: in una casa poco isolata con radiatori piccoli può non bastare da sola. Diffida di chi propone una soluzione senza aver visto l’impianto: un buon installatore fa un sopralluogo, verifica canna fumaria, potenza necessaria e circuito, e ti spiega i limiti di ogni opzione.
Un dettaglio importante se pensi agli incentivi: dal 2025 la sostituzione con caldaie alimentate solo a combustibili fossili non è più agevolabile con Ecobonus e bonus ristrutturazioni, esclusione confermata anche per il 2026. Restano invece previste agevolazioni per pompe di calore e sistemi ibridi che rispettano i requisiti, anche tramite il Conto Termico gestito dal GSE.
15. Isolare involucro e infissi
Il calore più economico è quello che non esce di casa. Cappotto termico, isolamento del sottotetto o del solaio sopra le cantine e infissi più performanti riducono il fabbisogno dell’edificio, e permettono poi di installare un generatore più piccolo. Il punto di partenza consigliato è una diagnosi energetica fatta da un tecnico qualificato.
Per questi lavori esistono detrazioni fiscali e incentivi, ma aliquote, massimali e requisiti cambiano spesso e dipendono dal tipo di immobile e dall’uso come abitazione principale. Prima di decidere controlla le condizioni in vigore sui portali ufficiali e chiedi conferma al tuo commercialista o CAF.
ENEA aggiorna periodicamente le sue indicazioni sull’uso corretto degli impianti, che puoi consultare nel decalogo ENEA sul riscaldamento.
Errori comuni quando si prova a risparmiare sul riscaldamento
Alcune abitudini sembrano furbe ma fanno spendere di più, o creano problemi di muffa e sicurezza. Ecco quelle che un installatore incontra più spesso nelle case dei clienti.
- Spegnere tutto per giorni in una casa poco isolata: muri freddi, condensa e un riavvio lungo e costoso.
- Chiudere del tutto le stanze non usate per l’intero inverno: meglio tenerle a temperatura ridotta per evitare umidità e muffa anche sulle pareti confinanti.
- Alzare il termostato al massimo per scaldare prima: la casa non si riscalda più in fretta, si superano solo i gradi voluti.
- Tappare le prese d’aria nei locali con apparecchi a gas: è pericoloso e vietato.
- Usare stufette elettriche come soluzione fissa: comode per brevi periodi, ma costose a lungo andare e da collegare solo a prese adeguate, mai a ciabatte sovraccariche.
- Rimandare la manutenzione per risparmiare: una caldaia sporca consuma di più e può guastarsi proprio nei giorni più freddi.
Il filo comune è semplice: risparmiare sul riscaldamento significa scaldare in modo regolare e controllato, non scaldare il meno possibile. Se segui i consigli nell’ordine della tabella iniziale, ogni passo prepara il successivo e spendi soldi solo dove servono davvero.
Domande frequenti
Qual è il modo più veloce per risparmiare sul riscaldamento?
Abbassare la temperatura ambiente a 19-20 °C e programmare le fasce orarie, riducendo la temperatura di notte e quando sei fuori casa. Sono due interventi gratuiti, si fanno in pochi minuti dal termostato e di solito sono quelli che si notano di più in bolletta.
Conviene tenere il riscaldamento sempre acceso a bassa temperatura?
Di solito no. È più efficiente alternare una temperatura di comfort nelle ore in cui sei in casa e una temperatura ridotta, intorno a 16-17 °C, negli altri momenti. Spegnere del tutto per giorni, invece, in una casa poco isolata raffredda i muri e favorisce la condensa.
Posso abbassare da solo la temperatura di mandata della caldaia?
Sì, se la regolazione è accessibile dal pannello della caldaia e il manuale spiega come farlo: scendi di pochi gradi alla volta e verifica che le stanze restino calde. Per installare o abilitare la sonda esterna, o modificare parametri interni, serve invece il tecnico.
Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia?
La frequenza è quella indicata dall’installatore o dal costruttore e va registrata nel libretto di impianto. Il controllo di efficienza energetica con analisi dei fumi ha invece scadenze fissate dal DPR 74/2013 e dalle norme regionali. Entrambi spettano a un tecnico abilitato.
