Sulle valvole termostatiche numeri da 1 a 5 prendono il posto dei gradi, e la domanda più frequente resta «a quanti gradi corrisponde il 3?». La risposta dipende dalla marca, ma con una tabella indicativa e un normale termometro da ambiente puoi trovare in un paio di giorni la posizione giusta per ogni stanza. In questa guida trovi entrambi, insieme agli errori che fanno lavorare male anche la valvola migliore.
Indice

Come funziona una valvola termostatica e cosa misura davvero
Una valvola termostatica ha due parti: il corpo valvola, montato sul tubo che porta l’acqua calda al radiatore, e la testina, cioè la manopola numerata che giri a mano. Dentro la testina c’è un elemento sensibile (cera, liquido o gas) che si dilata con il caldo e si contrae con il freddo, spingendo un piccolo perno che apre o chiude il passaggio dell’acqua.
Il punto da tenere a mente è questo: la valvola non regola la temperatura del termosifone, ma quella dell’aria intorno alla testina. Quando la stanza raggiunge il valore legato al numero scelto, il flusso si riduce; quando l’aria si raffredda, la valvola riapre. Un radiatore tiepido in una stanza già calda, quindi, non è un guasto: è la valvola che fa il suo lavoro.
Da questo funzionamento derivano alcune conseguenze pratiche che spesso vengono trascurate:
- Girare su 5 non scalda più in fretta. La velocità con cui la stanza si riscalda dipende dalla caldaia e dalla potenza del radiatore; il 5 sposta solo più in alto il punto in cui la valvola chiude, e il risultato è una stanza surriscaldata.
- La testina misura a pochi centimetri dal radiatore, dove l’aria è più calda che al centro della stanza: per questo la temperatura che percepisci sul divano può essere più bassa di quella che la valvola “crede” di avere raggiunto.
- Lo 0 (dove c’è) e il simbolo antigelo non sono la stessa cosa: lo 0 chiude la valvola, l’antigelo la lascia quasi chiusa e la riapre solo quando la stanza scende a pochi gradi sopra lo zero.
Per questo, quando si parla di valvole termostatiche numeri e gradi, conviene ragionare per posizioni relative più che per temperature assolute: il numero indica un livello, non è un termometro.
Valvole termostatiche numeri: tabella indicativa da 1 a 5
La tabella riassume le corrispondenze più comuni sulle testine con scala da 1 a 5. Sono valori indicativi: da un produttore all’altro possono variare di qualche grado, e alcune marche usano scale da 0 a 6 o più lunghe. Il riferimento più stabile è il 3, che nella grande maggioranza dei modelli si colloca intorno ai 19-20 °C.
| Posizione | Temperatura indicativa | Uso tipico |
|---|---|---|
| 0 (se presente) | valvola chiusa | radiatore escluso, ad esempio per manutenzione |
| Asterisco o fiocco di neve | circa 6-8 °C | antigelo in stanze vuote o casa disabitata |
| 1 | circa 12-14 °C | ripostigli, lavanderia, stanze chiuse |
| 2 | circa 16-17 °C | corridoi, ingresso, camere da letto |
| 3 | circa 19-20 °C | soggiorno, studio, cameretta |
| 4 | circa 22-24 °C | bagno durante l’uso, per brevi periodi |
| 5 | circa 26-28 °C | quasi mai necessario: in pratica valvola sempre aperta |
Tra un numero e l’altro trovi di solito alcune tacche o trattini, e su molti modelli ognuna vale grosso modo un grado. Se il 3 ti sembra fresco, prova la prima tacca dopo il 3 prima di passare direttamente al 4, che in genere è già troppo per una stanza abitata.
Perché le tabelle su valvole termostatiche numeri e gradi non coincidono
Confrontando più guide, noterai che lo stesso numero viene associato a temperature diverse. Non è un errore di qualcuno: cambiano il tipo di sensore, la taratura di fabbrica e soprattutto la posizione della testina rispetto al radiatore, al pavimento e alle pareti. Una testina montata in basso, vicino a una parete fredda, si comporta diversamente da una ben esposta all’aria della stanza.
Se vuoi un riferimento preciso, cerca marca e modello stampati sulla testina e consulta la scheda tecnica del produttore, che spesso riporta la corrispondenza esatta. Anche così, la verifica sul campo resta il metodo più affidabile, ed è quella che vediamo subito dopo. Vale anche per le testine elettroniche: mostrano i gradi su un display, ma il sensore resta vicino al radiatore.
Come trovare il numero giusto con un termometro
La corrispondenza tra numero e temperatura reale si trova solo con una verifica sul campo, che non richiede attrezzi né competenze: bastano un termometro ambiente, anche digitale ed economico, e un po’ di pazienza. L’obiettivo è costruire la tua tabella personale, stanza per stanza.
- Posiziona il termometro al centro della stanza, a circa un metro o un metro e mezzo da terra, lontano dal radiatore, dalle finestre, dal sole diretto e da apparecchi che scaldano (televisore, lampade, forno).
- Porta tutte le valvole della stanza sul 3. Se i radiatori sono due, impostali allo stesso numero, altrimenti uno lavorerà più dell’altro.
- Chiudi porte e finestre e lascia il riscaldamento acceso per almeno 2-3 ore, così che la temperatura si stabilizzi.
- Leggi il termometro e annota il valore, meglio se in due momenti diversi della giornata, ad esempio a metà pomeriggio e la sera.
- Correggi di una sola tacca alla volta: se sei sopra la temperatura desiderata scendi di una tacca, se sei sotto sali di una tacca.
- Aspetta altre 2-3 ore e ripeti la lettura. Quando trovi la posizione giusta, segnala con un piccolo adesivo o un punto di pennarello sulla ghiera.
Ripeti il procedimento in ogni stanza e tieni un piccolo registro come quello qui sotto: dopo un paio di giorni avrai una tabella delle valvole termostatiche numeri e gradi costruita sulla tua casa, più precisa di qualsiasi schema generico.
| Stanza | Posizione provata | Temperatura misurata | Decisione |
|---|---|---|---|
| Soggiorno | 3 | 21,5 °C | scendere di una tacca |
| Camera da letto | 2 | 16 °C | salire di una tacca |
| Bagno | 3 + due tacche | 21 °C | posizione corretta |
| Studio | 3 | 19,5 °C | posizione corretta |
Se la stanza non si scalda nemmeno al massimo
Se anche con la manopola su 4 o 5 il termometro resta basso, il numero non c’entra. Tocca con cautela il radiatore: se è caldo in basso e freddo in alto, quasi sempre c’è aria all’interno ed è il momento di sfiatare i termosifoni con l’apposita chiavetta.
Se invece il radiatore resta freddo su tutta la superficie, la causa più comune a inizio stagione è il perno bloccato dopo mesi di inattività. In molti modelli la testina si sgancia a mano svitando la ghiera; se il libretto della valvola lo prevede, puoi controllare che il perno si muova premendolo con delicatezza. Se è duro, se noti umidità o gocce oppure se non sei sicuro, fermati e chiama un idraulico.
Impostazioni consigliate stanza per stanza
Non tutte le stanze hanno bisogno della stessa temperatura. In soggiorno si sta seduti a lungo, in camera si dorme meglio al fresco, in corridoio si passa e basta. Regolare ogni ambiente in base all’uso è proprio il vantaggio delle valvole termostatiche rispetto a un impianto che scalda tutto allo stesso modo.
C’è anche un riferimento normativo: il DPR 74/2013 fissa per le abitazioni un limite di 20 °C con 2 °C di tolleranza durante la stagione di riscaldamento. Il valore riguarda la media ponderata delle temperature degli ambienti riscaldati, non la singola stanza: un bagno a 22 °C durante la doccia non è un problema.
ENEA, nel suo decalogo per il riscaldamento domestico, ricorda che 19 °C sono sufficienti per il comfort, che ogni grado in meno può ridurre in modo sensibile i consumi di combustibile (tra il 5 e il 10% secondo le sue stime) e che le valvole termostatiche aiutano a non superare la temperatura impostata in ciascun ambiente.
| Stanza | Temperatura consigliata | Posizione di partenza | Note pratiche |
|---|---|---|---|
| Soggiorno | 19-20 °C | 3 | è la stanza più vissuta: parti da qui |
| Studio o smart working | 19-20 °C | 3 | stando fermi si percepisce più freddo |
| Cucina | 17-18 °C | 2 – 2 e mezzo | fornelli e forno scaldano già l’ambiente |
| Camera da letto | 16-18 °C | 2 | si dorme meglio con qualche grado in meno |
| Cameretta dei bambini | 18-20 °C | 2 e mezzo – 3 | per i neonati segui le indicazioni del pediatra |
| Bagno | 20-22 °C durante l’uso | 3 – 4 | alza mezz’ora prima della doccia, poi riporta giù |
| Corridoio e ingresso | 15-17 °C | 1 e mezzo – 2 | zone di passaggio, porte chiuse |
| Stanza poco usata | 14-16 °C | 1 – 1 e mezzo | evita valori troppo bassi per umidità e muffa |
Le posizioni della tabella sono un punto di partenza: confermale sempre con il termometro, come visto nella sezione precedente. Nelle stanze esposte a nord o in mansarda può servire mezzo numero in più; in quelle molto soleggiate, mezzo numero in meno.
Stanze poco usate: chiuderle del tutto conviene?
Spegnere completamente una stanza confinante con altre riscaldate sembra un risparmio, ma ha due controindicazioni. Le pareti fredde favoriscono condensa e muffa, e la stanza sottrae calore a quelle vicine attraverso muri e porte. Meglio una posizione bassa, come l’1, con la porta chiusa e un breve ricambio d’aria ogni giorno.
Giorno, notte e assenze
Non serve girare le manopole mattina e sera. Gli orari si gestiscono con il cronotermostato, che accende e spegne l’impianto; le valvole servono a dare a ciascuna stanza il suo livello. Se vuoi orari diversi stanza per stanza, esistono testine elettroniche programmabili che di solito si montano sullo stesso corpo valvola, eventualmente con un adattatore.
Gli errori tipici: tende, mobili e manopola al massimo
Molte lamentele del tipo “la valvola non funziona” nascono da come è installata o usata, non da un difetto. Prima di pensare a una sostituzione, controlla questi punti:
- Testina coperta da tende lunghe. Il calore resta intrappolato tra tenda e radiatore, la valvola “sente” un ambiente caldo e chiude troppo presto, mentre il resto della stanza resta freddo. Accorcia le tende o raccoglile in modo che la testina resti libera.
- Mobili, divani o copritermosifoni davanti. Stesso effetto, con in più una peggiore diffusione del calore. Lascia qualche decina di centimetri di spazio libero davanti al radiatore.
- Testina in una nicchia, dentro un mobile o sotto una mensola sporgente: l’aria ristagna e la lettura è falsata verso l’alto.
- Sole diretto o fonti di calore vicine (lampade, televisore, forno): la valvola chiude anche se la stanza nel complesso è fresca.
- Testina montata in verticale sopra il tubo: risente del calore che sale dalla tubazione e tende a chiudere prima del dovuto. Se il corpo valvola lo consente, la posizione orizzontale è preferibile, ma la modifica va fatta da un idraulico.
- Manopola sempre su 5 “per scaldare prima”: non accelera nulla e porta la stanza oltre il necessario, con consumi più alti.
- Finestre aperte a lungo con la valvola alta: l’aria fredda fa aprire del tutto la valvola e la caldaia lavora per scaldare l’esterno. Per arieggiare bastano pochi minuti; se il ricambio dura di più, abbassa prima la manopola.
- Due radiatori nella stessa stanza impostati su numeri diversi: uno lavora, l’altro quasi mai, e la distribuzione del calore peggiora.
- Cambiare numero di continuo: ogni regolazione ha bisogno di ore per stabilizzarsi, e le correzioni ravvicinate creano solo sbalzi.
Se la testina non può essere liberata, ad esempio perché il radiatore è in una nicchia o dietro un mobile fisso, esistono testine con sensore a distanza, da collocare in un punto più rappresentativo della stanza. È una soluzione da valutare con l’installatore, che verifica anche la compatibilità con il corpo valvola esistente.
Un ultimo consiglio di fine stagione: molti produttori suggeriscono di lasciare le valvole completamente aperte durante l’estate, così il perno non resta compresso per mesi e diminuisce il rischio che si blocchi in autunno. Controlla comunque le indicazioni del tuo modello.
Valvole, caldaia e cronotermostato: farli lavorare insieme
Le valvole regolano quanta acqua calda entra in ciascun radiatore, ma la temperatura di quell’acqua la decide la caldaia. Se l’acqua arriva molto calda, le valvole aprono e chiudono di continuo e il comfort è meno uniforme. Con una caldaia a condensazione, poi, il rendimento migliora quando l’acqua circola a temperature più basse: per capire come impostarla trovi una guida dedicata alla temperatura di mandata della caldaia a condensazione.
Un segnale utile: se quasi tutte le valvole della casa stanno su numeri bassi e le stanze sono comunque calde, la temperatura di mandata potrebbe essere più alta del necessario. Abbassarla dal pannello comandi, seguendo il libretto della caldaia, permette di aprire un po’ di più le valvole e di scaldare in modo più uniforme. Tutto ciò che riguarda l’interno della caldaia, il bruciatore, il gas e lo scarico dei fumi spetta invece a un tecnico abilitato.
La stanza con il cronotermostato
Nella stanza in cui si trova il cronotermostato, di solito il soggiorno, la valvola del radiatore va impostata su un numero più alto della temperatura scelta sul termostato, ad esempio sul 4, oppure lasciata aperta come indicano molti installatori. Se la valvola chiude prima che il termostato raggiunga il suo valore, il termostato continua a chiedere calore e la caldaia resta accesa, scaldando le altre stanze più del necessario.
Valvole ben regolate sono uno dei tasselli del risparmio, insieme a orari corretti, manutenzione e piccole abitudini quotidiane. Per un quadro completo trovi altre idee pratiche nella guida su come risparmiare sul riscaldamento senza rinunciare al comfort.
Se abiti in un condominio con riscaldamento centralizzato
Nei condomini con impianto centralizzato il D.Lgs. 102/2014 ha reso obbligatori, salvo casi di impossibilità tecnica o di costi sproporzionati, sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. In pratica valvole e ripartitori sui radiatori fanno sì che una parte della spesa dipenda dal consumo di ogni appartamento: regolare bene le valvole incide quindi sulla tua quota. Valvole e ripartitori non vanno rimossi né manomessi: ogni intervento va concordato con l’amministratore.
Detrazioni fiscali: cosa controllare
L’installazione di valvole termostatiche può rientrare nelle detrazioni per la riqualificazione energetica, di norma quando è legata alla sostituzione o all’adeguamento dell’impianto di climatizzazione invernale. Aliquote, requisiti tecnici e scadenze cambiano spesso da una legge di bilancio all’altra: prima di avviare i lavori verifica le regole in vigore sui portali di ENEA e dell’Agenzia delle Entrate e chiedi all’installatore la documentazione necessaria.
Cosa puoi fare da solo e quando chiamare un tecnico
La regolazione quotidiana è alla portata di tutti e non comporta rischi. Ecco cosa puoi fare in autonomia:
- girare la testina e verificare il risultato con un termometro;
- liberare la testina da tende, mobili e copritermosifoni;
- sfiatare i radiatori quando sono freddi in alto, con l’impianto spento e un panno sotto la valvolina;
- controllare sul manometro della caldaia che la pressione sia nei valori indicati dal libretto, e ripristinarla solo se il manuale spiega come farlo;
- lasciare le valvole aperte a fine stagione e seguire il libretto della valvola per i controlli consentiti all’utente.
Ci sono però situazioni in cui serve un tecnico abilitato:
- gocciolamenti dal corpo valvola o dai raccordi, anche minimi;
- perno bloccato che non si sblocca con una leggera pressione;
- sostituzione del corpo valvola o installazione di nuove valvole: è un intervento sull’impianto termico che, secondo il DM 37/2008, va eseguito da un’impresa abilitata, che rilascia la documentazione prevista e aggiorna il libretto d’impianto quando necessario;
- bilanciamento dell’impianto o modifica della preregolazione interna, se alcune stanze restano fredde nonostante tutto;
- qualsiasi problema che riguardi la caldaia, il gas, la combustione, i fumi o la parte elettrica.
Se senti odore di gas, non azionare interruttori né apparecchi elettrici e non usare fiamme, apri le finestre, chiudi il rubinetto del gas se puoi farlo in sicurezza ed esci di casa. Da fuori chiama il pronto intervento del distributore o i Vigili del Fuoco al 112 o al 115.
In sintesi, con le valvole termostatiche numeri e gradi non coincidono mai alla perfezione, ma il 3 intorno ai 19-20 °C è un ottimo punto di partenza. Un termometro, un po’ di pazienza e qualche tacca di correzione bastano per avere ogni stanza alla temperatura giusta, con più comfort e meno sprechi.
Domande frequenti
A quanti gradi corrisponde il numero 3 della valvola termostatica?
Nella maggior parte dei modelli il 3 corrisponde a circa 19-20 °C, misurati nell’aria vicino alla testina. Il valore può variare di uno o due gradi secondo la marca e la posizione del radiatore: per sapere quanto vale davvero nella tua stanza, verifica con un termometro al centro dell’ambiente dopo 2-3 ore.
Conviene tenere i termosifoni su 5 per scaldare prima la stanza?
No. Il 5 non aumenta la velocità di riscaldamento, che dipende dalla caldaia e dal radiatore. Sposta solo più in alto la temperatura alla quale la valvola chiude, quindi la stanza finisce per surriscaldarsi e i consumi aumentano. Meglio impostare subito il numero giusto e attendere.
Cosa significa l’asterisco o il fiocco di neve sulla valvola?
È la posizione antigelo: la valvola resta quasi chiusa e si apre solo se la stanza scende a pochi gradi sopra lo zero, in genere intorno ai 6-8 °C. Serve per locali vuoti o case disabitate in inverno, per proteggere tubi e radiatori dal gelo senza riscaldare inutilmente.
I numeri delle valvole termostatiche sono uguali per tutte le marche?
No, la corrispondenza cambia da produttore a produttore e alcune scale arrivano a 6 o oltre. Il 3 intorno ai 19-20 °C è il riferimento più comune. Per un dato preciso consulta la scheda tecnica del tuo modello e conferma sempre con un termometro.
