Sfiatare termosifoni è uno dei pochi lavori sull’impianto di riscaldamento che puoi fare da solo, con una chiavetta e un panno, purché tu lavori a impianto freddo e segua l’ordine giusto. In questa guida trovi i sette passaggi, la sequenza corretta dei radiatori tra piano basso e piano alto, come riportare la caldaia alla pressione indicata dal costruttore e come comportarti con le valvole automatiche.
Indice

Perché sfiatare termosifoni e quando farlo
Nell’acqua del circuito di riscaldamento c’è sempre un po’ di aria disciolta. Con i cicli di accensione e spegnimento si libera, forma piccole bolle e risale verso i punti più alti dell’impianto, cioè la parte superiore dei radiatori. Lì si crea una sacca d’aria che prende il posto dell’acqua calda.
Il risultato è un termosifone che scalda solo in parte, qualche gorgoglio quando parte la pompa e una caldaia che resta accesa più a lungo per portare la casa alla temperatura impostata. Eliminare quell’aria non costa nulla e spesso basta a risolvere il problema.
Un radiatore pieno d’acqua cede calore su tutta la superficie. Se un terzo è occupato dall’aria, quella parte resta fredda e la stanza impiega più tempo a scaldarsi: il termostato chiede calore più a lungo e i consumi aumentano, anche se l’impianto non ha nessun guasto.
I segnali da non ignorare
- Il radiatore è caldo in basso e tiepido o freddo nella parte alta.
- Senti gorgoglii, sibili o rumore di acqua che scorre quando parte il riscaldamento.
- Alcune stanze restano fresche anche con la caldaia accesa da ore.
- Un radiatore impiega molto più tempo degli altri a scaldarsi.
Il momento migliore
Il momento ideale per sfiatare termosifoni è l’inizio della stagione, prima di usare l’impianto a pieno ritmo, e poi ogni volta che compaiono i sintomi descritti sopra. Conviene ripetere l’operazione anche dopo che il tecnico ha svuotato e ricaricato l’impianto, perché insieme all’acqua nuova entra parecchia aria.
Se invece ti accorgi di dover intervenire ogni due o tre settimane, l’aria non è la causa ma il sintomo: può entrare da un raccordo che non tiene, da una valvola automatica difettosa o da una piccola perdita. In questi casi lo sfiato ripetuto serve solo a tamponare, e conviene far controllare l’impianto.
Cosa serve e controlli di sicurezza
L’attrezzatura è minima e costa pochi euro in ferramenta. Prima di iniziare, però, guarda che tipo di valvola hai sul radiatore e che tipo di impianto serve la casa: autonomo con caldaia propria oppure centralizzato.
- Chiavetta di sfiato: piccola chiave in metallo con foro quadro; alcune valvole si aprono con un cacciavite a taglio o hanno una manopolina.
- Un panno o uno straccio da tenere sotto la valvola.
- Un bicchiere o una bacinella per raccogliere l’acqua, che può uscire scura.
- Una torcia, utile se la valvola è vicina al muro o dietro una tenda.
- Il manuale della caldaia, per conoscere la pressione corretta dell’impianto.
Le regole di sicurezza
Lavora sempre a impianto spento e radiatori freddi o appena tiepidi: durante il funzionamento l’acqua può arrivare a 60-70 °C e uscire a getto dalla valvolina. Non svitare mai del tutto la valvola, basta mezzo giro. Sulla caldaia limitati al rubinetto di carico, al manometro e ai comandi di accensione indicati nel libretto d’uso.
Tutto ciò che riguarda gas, bruciatore, scarico dei fumi e parti elettriche della caldaia spetta a un tecnico abilitato: installazioni e modifiche degli impianti negli edifici sono regolate dal DM 37/2008, mentre controlli e manutenzione dal DPR 74/2013. Il proprietario può sfiatare, leggere il manometro e ricaricare l’acqua; il resto no.
Se durante l’operazione senti odore di gas, non accendere luci né usare interruttori: apri le finestre, chiudi il rubinetto del gas al contatore se puoi farlo in sicurezza, esci di casa e chiama il pronto intervento del distributore o i Vigili del Fuoco al 112 o al 115.
Se il riscaldamento è centralizzato
Nei condomini con impianto centralizzato puoi sfiatare i radiatori del tuo appartamento, ma non devi intervenire sulle valvole delle colonne montanti né sulla centrale termica. Se dopo lo sfiato il problema resta, segnalalo all’amministratore: l’aria può accumularsi in punti dell’impianto comune che solo il manutentore può gestire.
In che ordine sfiatare i radiatori
L’ordine conta più di quanto si pensi. Se parti dal radiatore più comodo o da quello più freddo, l’aria rischia di spostarsi da un termosifone all’altro invece di uscire. La regola pratica è seguire il percorso dell’acqua e la direzione in cui l’aria tende a salire: dal basso verso l’alto e dal più vicino al più lontano dalla caldaia.
Casa su un solo piano
Comincia dal radiatore più vicino alla caldaia, seguendo idealmente il tragitto dei tubi, e finisci con quello più lontano, di solito in fondo al corridoio o nella stanza più distante. Gli scaldasalviette del bagno vanno trattati come un radiatore qualsiasi e inseriti nella sequenza in base alla loro posizione.
Casa su più piani
Parti dal piano più basso, sfiata tutti i radiatori di quel piano dal più vicino al più lontano, poi sali. I termosifoni del piano più alto vanno per ultimi, perché è lì che l’aria si raccoglie: se li sfiati per primi, le bolle che risalgono dai piani inferiori li riempiono di nuovo. Dopo il giro completo tieni d’occhio la pressione, perché con più piani il calo è più evidente.
| Tipo di casa | Da dove partire | Dove finire | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Appartamento su un piano | Radiatore più vicino alla caldaia | Radiatore più lontano | Spesso basta un solo giro |
| Villetta su due o tre piani | Piano più basso, vicino alla caldaia | Ultimo piano, radiatore più lontano | Ricontrolla l’ultimo piano il giorno dopo |
| Mansarda o sottotetto | Piani inferiori | Radiatori della mansarda | Sono i più soggetti ad accumuli d’aria |
| Condominio centralizzato | Radiatori di casa, in ordine di distanza | Radiatore più lontano | Colonne e centrale termica: solo il manutentore |
Quando devi sfiatare termosifoni su più piani, fatti aiutare da qualcuno che resti vicino alla caldaia e ti avvisi se la lancetta del manometro scende molto durante il giro. In quel caso fermati, ricarica un po’ d’acqua e riprendi dal radiatore in cui eri arrivato.
Come sfiatare termosifoni: la procedura in 7 passaggi
Ecco la sequenza completa. Leggila tutta una volta prima di cominciare, così sai già cosa aspettarti a ogni passaggio.
- Spegni il riscaldamento dal termostato o dalla caldaia e aspetta almeno 30-60 minuti: con la pompa ferma l’aria sale e si concentra in alto nei radiatori, e intanto l’acqua si raffredda.
- Apri del tutto la valvola del radiatore. Se hai una valvola termostatica, annota il numero su cui era impostata e portala al massimo, così potrai rimetterla com’era.
- Individua la valvola di sfiato: è la piccola valvolina nella parte alta, di solito sul lato opposto rispetto all’ingresso dell’acqua. Mettici sotto il panno e il bicchiere.
- Apri piano girando la chiavetta in senso antiorario di circa mezzo giro. Sentirai un sibilo: è l’aria che esce.
- Aspetta l’acqua. Quando al posto dell’aria esce un filo d’acqua continuo, senza bolle né spruzzi, il radiatore è libero.
- Richiudi girando in senso orario senza stringere troppo, asciuga e passa al radiatore successivo secondo l’ordine indicato sopra.
- Controlla la pressione sul manometro della caldaia, ricaricala se è scesa, riporta le valvole termostatiche al loro numero e riaccendi l’impianto.
Per il secondo passaggio, se non ricordi cosa significano le tacche sulla manopola, trovi una spiegazione semplice nella guida ai numeri delle valvole termostatiche. Rimettere il valore giusto evita di ritrovarsi con stanze troppo calde o troppo fredde dopo lo sfiato.
Valvole particolari e scaldasalviette
Non tutti i radiatori hanno la stessa valvolina. Su alcuni modelli in alluminio c’è una vite a taglio, su altri una piccola manopola in plastica da girare con le dita; i radiatori in ghisa più vecchi hanno spesso un tappo con un piccolo foro laterale. Il principio non cambia: apri poco, aspetti l’acqua, richiudi. Sugli scaldasalviette la valvola si trova in alto, su uno dei due montanti.
Se la valvola è bloccata dal calcare o dalla vernice, non forzarla con la pinza: rischi di spezzarla e di trovarti con una perdita difficile da fermare. Prova con un goccio di sbloccante sul filetto e, se non cede, chiama un idraulico.
Gli errori più comuni
- Sfiatare con l’impianto acceso e la pompa in funzione: l’aria continua a circolare e non si raccoglie sotto la valvola.
- Aprire troppo la valvolina fino a svitarla: rimetterla mentre esce acqua è complicato.
- Richiudere al primo spruzzo misto ad aria, lasciando nel radiatore una parte della sacca.
- Stringere la valvola con forza: la guarnizione si rovina e poi gocciola.
- Dimenticare di controllare la pressione: è il motivo più frequente per cui, dopo lo sfiato, la caldaia va in blocco.
Controllare e ripristinare la pressione
Ogni volta che fai uscire aria esce anche un po’ d’acqua, e in un circuito chiuso come quello del riscaldamento questo si traduce in un calo di pressione. Con un solo radiatore la differenza è minima; dopo un giro completo della casa la lancetta può scendere in modo evidente.
La pressione serve a mantenere l’acqua in circolo fino ai radiatori più alti e a proteggere la caldaia: quasi tutti i modelli murali hanno un pressostato che blocca il funzionamento quando il valore scende troppo. Per questo, dopo aver finito di sfiatare termosifoni, il controllo del manometro non va mai saltato.
Qual è il valore giusto
Il riferimento corretto è sempre quello indicato nel manuale della caldaia o dal tuo tecnico. Per molte caldaie murali di appartamento il valore a impianto freddo si colloca indicativamente tra 1 e 1,5 bar; nelle case su più piani può servire un valore leggermente più alto. A impianto caldo è normale che la lancetta salga di qualche decimo.
| Cosa leggi a impianto freddo | Cosa significa | Cosa fare |
|---|---|---|
| Sotto il valore minimo del manuale | Manca acqua nel circuito | Ricarica dal rubinetto di carico |
| Nel valore indicato dal manuale | Situazione corretta | Riaccendi il riscaldamento |
| Molto sopra il valore indicato | Troppa acqua o problema al vaso di espansione | Non intervenire oltre, chiama il tecnico |
| Cala di nuovo in pochi giorni | Possibile perdita o componente difettoso | Fai controllare l’impianto |
Come ricaricare l’impianto
- Con la caldaia spenta o in standby, individua il rubinetto di carico: di solito è sotto la caldaia, con una manopola o una levetta; alcuni modelli hanno il caricamento dal pannello comandi.
- Apri lentamente e guarda il manometro mentre la lancetta sale.
- Chiudi appena raggiungi il valore indicato dal manuale, senza superarlo.
- Verifica che il rubinetto sia ben chiuso, poi riaccendi e ricontrolla la pressione dopo qualche ora di funzionamento.
Se la caldaia segnala un errore di pressione o la lancetta continua a scendere anche senza sfiati, trovi le cause più frequenti e i controlli possibili nella guida alla pressione della caldaia bassa. Dover ricaricare spesso non è normale: un impianto in buono stato mantiene la pressione per mesi.
Attenzione anche al caso opposto. Se superi di molto il valore corretto, la valvola di sicurezza della caldaia può scaricare acqua. Non provare a svuotare l’impianto da altri punti: chiedi al tecnico di riportare la pressione al valore giusto e di verificare il vaso di espansione.
Valvole di sfiato automatiche
Oltre alle classiche valvoline manuali esistono le valvole di sfiato automatiche, chiamate spesso jolly o jollini. All’interno c’è un piccolo galleggiante: quando nella valvola si accumula aria il galleggiante scende e la lascia uscire, quando arriva acqua risale e richiude.
Le trovi quasi sempre dentro la caldaia, vicino alla pompa, e spesso nei punti alti dell’impianto, come in cima alle colonne montanti dei condomini. Su alcuni radiatori, soprattutto in mansarda o all’ultimo piano, vengono montate al posto della valvola manuale.
| Aspetto | Valvola manuale | Valvola automatica |
|---|---|---|
| Come funziona | La apri tu con chiavetta o cacciavite | Galleggiante interno, lavora da sola |
| Manutenzione | Quasi nulla | Può sporcarsi o bloccarsi con il calcare |
| Rischio perdite | Basso se non la stringi troppo | Possibile gocciolamento con l’usura |
| Dove ha senso | Quasi tutti i radiatori | Punti alti, mansarde, radiatori che fanno spesso aria |
Cosa puoi controllare da solo
- Se una valvola automatica su un radiatore gocciola, mettici sotto un panno e segnalala all’idraulico: spesso basta sostituirla.
- Se ha un tappino in cima, di norma deve restare leggermente allentato per funzionare: completamente chiuso, la valvola non scarica l’aria.
- Non smontarla con l’impianto in pressione: dal raccordo uscirebbe acqua.
Sostituire una valvola manuale con una automatica è un piccolo intervento idraulico: bisogna chiudere il radiatore, gestire l’acqua che esce e verificare la tenuta del raccordo. Se non sei pratico, affidalo a un idraulico. Ha senso soprattutto sui radiatori che fanno aria di continuo; altrove la valvola manuale, usata una o due volte l’anno, è più che sufficiente.
Anche con una valvola automatica in caldaia, a volte serve comunque sfiatare termosifoni a mano: il jolly elimina l’aria che passa vicino a lui, ma non quella rimasta intrappolata nella parte alta dei radiatori più lontani. Per questo il giro di inizio stagione resta utile in quasi tutte le case.
Se qualcosa non va dopo lo sfiato
Nella maggior parte dei casi, eliminata l’aria, i radiatori tornano a scaldare in modo uniforme. Se non succede, il problema probabilmente è un altro. Ecco le situazioni più frequenti e come leggerle.
| Sintomo dopo lo sfiato | Causa probabile | Chi interviene |
|---|---|---|
| Freddo in alto, caldo in basso | Aria non del tutto eliminata | Tu: ripeti lo sfiato a impianto freddo |
| Caldo in alto, freddo in basso | Fanghi e depositi sul fondo | Tecnico: lavaggio dell’impianto |
| Un solo radiatore sempre freddo | Valvola bloccata o detentore chiuso | Idraulico, se la valvola non si sblocca |
| Aria che ritorna in pochi giorni | Infiltrazioni d’aria o perdita | Tecnico |
| Acqua nera dalla valvola | Fanghi e ossidi nel circuito | Tecnico: pulizia e trattamento dell’acqua |
| Pressione che continua a scendere | Perdita o vaso di espansione | Tecnico |
Il radiatore caldo sopra e freddo sotto è la situazione opposta a quella dell’aria ed è legato quasi sempre ai depositi. Lo spieghiamo nel dettaglio nell’articolo sul termosifone freddo sotto, dove trovi anche i controlli che puoi fare prima di chiamare qualcuno.
Sfiato e manutenzione obbligatoria
Lo sfiato è un gesto di cura ordinaria, ma non sostituisce la manutenzione periodica della caldaia prevista dal DPR 74/2013. Il manutentore annota gli interventi nel libretto di impianto e, alle scadenze previste, esegue il controllo di efficienza energetica. Frequenze e adempimenti dipendono dal tipo e dalla potenza dell’impianto e dalle regole della tua Regione: verificali con il tuo tecnico.
Per usare bene l’impianto durante l’inverno, tra temperature consigliate, orari di accensione e valvole termostatiche, è utile anche il decalogo dell’ENEA Riscaldamenti, 10 consigli per risparmiare e tutelare l’ambiente. Insieme a uno sfiato fatto bene, sono le abitudini che pesano di più su comfort e consumi.
Domande frequenti
Ogni quanto bisogna sfiatare i radiatori?
In genere basta una volta l’anno, all’inizio della stagione di riscaldamento. Ripeti l’operazione se senti gorgoglii, se un radiatore è freddo nella parte alta o dopo che il tecnico ha svuotato e ricaricato l’impianto. Se devi farlo ogni poche settimane, c’è un problema da far verificare.
Si può fare lo sfiato con il riscaldamento acceso?
È sconsigliato. Con la pompa in funzione l’aria continua a circolare e non si raccoglie sotto la valvola, e l’acqua calda può causare scottature. Spegni l’impianto, aspetta 30-60 minuti che i radiatori si raffreddino e solo dopo apri le valvoline.
Perché dopo lo sfiato la caldaia va in blocco?
Quasi sempre perché la pressione è scesa sotto il minimo: insieme all’aria è uscita anche un po’ d’acqua. Controlla il manometro, ricarica dal rubinetto di carico fino al valore indicato nel manuale e riavvia la caldaia seguendo il libretto d’uso. Se il blocco si ripete, chiama il tecnico.
Dalla valvola esce acqua scura: è normale?
Un po’ di acqua scura all’inizio è frequente negli impianti con qualche anno: sono ossidi e residui del circuito. Se esce nera e densa a lungo, o se l’aria si riforma in fretta, è il caso di far valutare al tecnico un lavaggio dell’impianto.
